Dopo 3 puntate di assenza - dovute probabilmente alla necessità di risparmiare sul compenso di Jeffrey Dean Morgan - finalmente è tornato Negan Nigan. Ma, come ben sappiamo, a Sceneggiatore di Turno piace giocare con la timeline, visto che gli riesce così bene. Per questo motivo l'episodio 8x05 di The Walking Dead si apre con Prete Braveheart - ai tempi in cui, prima di trasformarsi nell'indomito Padre Commando, era ancora un cagasotto che chiudeva fuori dalla chiesa i fedeli per farli mangiare dagli zombie - e poi con un colloquio tra Negan Nigan e Gregorio il Contraddittorio, prima dell'agguato degli Orfani di Cervello© di Rick.

In un mondo in cui non esiste la saturazione dei colori, due tizi in calzamaglia depressi e problematici si menano senza motivo per due ore, poi fanno pace per un curioso caso di omonimia materna ed uniscono le forze contro una tartaruga ninja fatta male in CGI. Questo era, in estrema sintesi, Batman V Superman, film che solo due anni fa aveva sancito la sostanziale sfiducia di buona parte dell'umanità (dico "buona parte" perché sì, ci sono ancora degli irriducibili innamorati di BvS) nell'universo cinematografico DC. 

Ricorderete la gioiosa scampagnata della settimana scorsa in cui il giocondo Re Ezechiele 25:17 arringava i suoi uomini a colpi di sorrisoni e pacche sulle spalle, salvo poi vederli, a fine episodio, macellati come delle maglie rosse di Star Trek.

Ricorderete che l'opening della season premiere dell'ottava stagione di The Walking Dead era caratterizzata da flashback a cazzo di cane, mentre l'episodio successivo si apriva con primi piani sempre, rigorosamente, alla cazzo di cane. Allora perché non continuare nel solco scavato da peni canini anche nel terzo episodio?

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The Walking Dead è quella serie dove un tocco autoriale non manca mai. E così, per mantenere un'apprezzabile continuità stilistica con la season premere della scorsa settimana che si apriva e chiudeva con flashforward e sequenze oniriche rigorosamente a cazzo di cane, Regista di Turno ha scelto, per il prologo e l'epilogo dell'episodio 8x02, dei primi piani smarmellati a cazzo di cane.

L'uscita di un film nelle sale è accompagnata, spesso e volentieri, da un giudizio che nella rete diventa quello dominante e condiviso dalla maggior parte dell'utenza: "Capolavoro", "Bello, però...", "Non rispetta il materiale sorgente".
A Thor Ragnarok, il popolo italiota dell'internerd ha deciso di affibbiare il bollino del cinepanettone: "Natale ad Asgard".
Sbagliato.

C'era un motivo per il quale il popolo dell'internerd aspettava il ritorno di The Walking Dead. Quel motivo sono le (psico)analisi degli episodi. Dunque, bando alla ciance. Si parte.

Esiste un genere cinematografico da poco sbarcato anche in TV che, nonostante sia rigidamente canonizzato, nessuno si è preso la briga di battezzare. Quindi lo farò io. Si tratta del Film di Formazione/Avventura con Bambini in Bicicletta (per comodità FFABB).

Ne ho visti sequel e reboot che voi umani non potreste immaginarvi.
Ho visto un Indiana Jones cassaintegrato chiudersi in un frigorifero per salvarsi da un'atomica e, poi, l'ho visto incontrare gli alieni.
Ho visto Robocop spogliato della violenza e della critica sociale di Verhoeven.
Ho visto i Ghostbusters privati del pene, del senso dell'umorismo e della dignità.
Ho visto Terminator incasinare la timeline come un bambino di un anno che prova a completare un puzzle da mille pezzi.
A causa loro, le mie retine sono andate in fiamme a largo dei bastioni di Orione.
E tutti questi momenti si sono persi nei cinema come lacrime in una pioggia di pop corn.

ilbardelfumetto

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