Un prodotto fumettistico che fa presa sul lettore deve avere alcune caratteristiche per potergli entrare “sotto pelle”, per suscitare una forte passione ben precisa, caratteristiche di volta in volta diverse ma che devono comunque colpire nell’intimo, nel profondo. Nel caso del ciclo di storie Fire and Stone legate all’alienverse a tutto tondo, è il classico caso di "colpo sicuro": una lotta intergalattica tra umani e alieni, che si sposta attraverso l’horror, l’avventura e l’azione? Come potrebbe non attirare qualunque lettore. Ora aggiungeteci che stiamo parlando dell’universo di Alien, Predator e Prometheus e siamo arrivati “sotto pelle” senza neanche passare per il “sopra”.

Se ogni fine è l’inizio di qualcosa, è altrettanto vero che può essere l’inizio della fine. Messaggio più chiaro non poteva arrivarci da Brian Wood, il quale conclude il primo ciclo di storie contenute nel mensile Aliens edito da saldaPress (pubblicato in originale su Alien: Defiance della Dark Horse) con un finale aperto non solo ad interpretazioni ma anche a sviluppi futuri.

Avete presente quella sensazione di voler leggere qualcosa di diverso che possa distrarvi dalla realtà, tipo una favola? Ma non una per bambini, perché da bravi adulti disillusi avete ormai compreso da tempo che il "Vissero felici e contenti" non esiste. Avete semplicemente bisogno di leggere qualcosa di simile, che vi dia una sensazione di serenità e consapevolezza. Allora sicuramente avete bisogno di leggere "Francis", la nuova opera di Loputyn, nome d'arte di Jessica Cioffi, che vi farà rivivere quelle favolesche emozioni ormai dimenticate e ve ne farà scoprire delle altre. 

Uno dei classici canoni della letteratura dell’orrore è che, spesso, i mostri non sono i veri “cattivi”, ma anzi, i mostri sono coloro i quali cercano di apparire dinanzi agli occhi della società migliori di quanto siano. Basti pensare ai grandi classici della letteratura che trattano questo tema, da Frankenstein allo Strano caso del dottor Jeckyll e del signor Hyde, passando per interpretazioni recenti come Blade. Ma se la prerogativa di un narratore è quella di mandare un altro messaggio, come si può collocare American Monster, che di un mostro effettivamente parla?

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Siamo prossimi alla conclusione del ciclo di storie cominciato pochi mesi fa, ma prima di avviarci al finale, Fire and Stone si sposta dall’universo di Alien a quello di Predator. Se negli scorsi mesi gli Xenomorfi e gli Ingegneri hanno rappresentato la principale minaccia per gli umani, in questo quarto volume gli umani protagonisti saranno delle vere e proprie prede. All’inseguimento, però, ci sono i migliori cacciatori dell’Universo.

Il genere fantascientifico è da sempre apprezzato non solo per le sue caratteristiche più riconoscibili, ma anche perché al suo interno è possibile iniettare tanti altri generi diversi, ricontestualizzandoli con lo spazio o con il futuro o con qualsiasi altra ambientazione. In questo quinto capitolo del mensile saldaPress Aliens, troviamo proprio una di quelle “iniezioni”: a bordo dell’Europa arrivano i pirati.

Quando qualcosa ci piace particolarmente, stranamente, può risultare più difficile convincere gli altri della sua qualità. Solitamente non si riesce ad essere imparziali nel giudicarla e si finisce col passare per dei fanatici che non riescono a vedere i difetti di ciò che si apprezza. Nailbiter è la serie che proprio non mi riesce di recensire in maniera imparziale: se non la seguite, vi state perdendo uno dei migliori fumetti della vostra vita.

Eh, chi sono?

Continua l’epopea a fumetti targata Alien con un nuovo numero che è anche un nuovo inizio per la serie made in Dark Horse, edita in Italia da saldaPress. C’eravamo lasciati un mese fa con un gran bel cliffhanger e ritorniamo proprio là dove si era interrotta la narrazione.

ilbardelfumetto

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