Nota della redazione: la presente recensione contiene importanti SPOILER. Per cui, se non avete letto ed intendete leggere Death Note, ne sconsigliamo la lettura.

Death Note è un manga dalla trama intrigante, ideato da Tsugumi Ohba e disegnato da Takeshi Obata. Il lettore, incuriosito sin dal primo volume, scoprirà un mondo contemporaneo in cui un ragazzo chiamato Light Yagami trova il Quaderno della Morte (Death Note, appunto) di uno shinigami, un Dio della Morte, chiamato Ryuk.

Con questo strumento, capace di uccidere un essere umano in qualsiasi modo desideri il suo possessore, in quaranta secondi Light decide di creare un mondo perfetto, dove i malfattori non esistono, o meglio, vengono spazzati via con la forza della Morte stessa. Ma non sempre “il fine giustifica il mezzo” e un geniale detective il cui vero nome è ignoto, conosciuto come L inizia ad investigare sulla misteriosa scia di sangue lasciata da Light. Nel corso di questo loro duello, L verrà ucciso da Light; ma i suoi successori, Mello e Near, prenderanno il suo posto. E con un twist finale pieno di suspance e ricco di colpi di scena, Death Note si conclude con un finale mozzafiato. Questa, in sintesi, la trama.

Ciò che a mio avviso attira di più del manga non è la trama in sé, ma gli insegnamenti che dona al lettore e soprattutto le intense emozioni degne di alcuni  capolavori del genere poliziesco.
Death Note è molto più di un manga. I personaggi sono reali; ognuno di essi è caratterialmente reale, collocabile nella realtà sociale attuale. Chi non si è mai sorpreso a pensare cose come: “Se la feccia crepasse il mondo sarebbe migliore” (volume 1 – Light Yagami). Sono pensieri terribili e profondamente umani al tempo stesso. Tsugumi Ohba non ha fatto altro che prenderli dalla nostra mente per crearne una trasposizione scritta. La trama del fumetto ci offre, a mio avviso, un paradosso meraviglioso: man mano che essa prosegue, l’intreccio di vicende diventa sempre più complesso e macchinoso e sebbene la comprensione potrebbe risultare difficoltosa (ma solo in brevi tratti), il manga acquisisce fascino e coinvolge sempre più il lettore, creando una sorta di empatia tra quest'ultimo e i personaggi del fumetto.
Inoltre ci sono frasi e concetti che all’interno del mondo dei fumetti sono divenuti immortali:


The human whose name is written on this book shall die
L’essere umano il cui nome è scritto in questo quaderno morirà.


12 parole che rimarranno incise nella storia dei manga. Tutti ne riconoscono l’importanza e la profondità dei contenuti. I protagonisti spiccano così tanto sugli altri personaggi da meritarsi, a mio avviso, il titolo di super-uomini e di geni (quali sono considerati nel fumetto). Light, per quanto possa essere estremamente furbo e incredibilmente geniale, è un ragazzo ingenuo: egli infatti si abbandona subito alla convinzione che per eliminare le ingiustizie bisogna togliere di mezzo anche i malfattori. Ma non è così semplice, ovviamente.



È compito di L, infatti, proteggere la vera immagine della giustizia, totalmente diversa da quella di Light. Quest’ultimo è “uguale e contrario” a Light, perché entrambi hanno in comune una spiccata genialità, ma al tempo stesso si contrappongono continuamente nella trama, persino dopo la morte di L. La sua figura infatti continua ad ossessionare Light e possiamo notare come la mente del ragazzo ceda definitivamente a seguito della morte del rivale. Light non è più lo stesso rispetto al 1° volume.

In conclusione: la giustizia non può essere personale, ma dev'essere applicata dallo Stato, per evitare di cadere nella totale anarchia in cui tutti sono in grado di farsi giustizia da sé. Ma, quando anche lo Stato è corrotto, quando anche i giudici vengono pagati per dire falsità, quando anche la giustizia è stata corrotta, allora cosa bisogna fare? Si deve restare fermi e subire, o contrattaccare? È proprio questo il dilemma che ci lascia Death Note, è su questo che vuole far ragionare l'autore: in un mondo dove la giustizia non esiste e dove il caos regna, come eliminare il male, se esso ha il dominio assoluto? Se anche tu avessi un simile potere fra le mani, cosa faresti? Porgeresti l'altra guancia? O uccideresti i malfattori, così da eliminare con la forza il male? Insomma, come avrete capito, consiglio vivamente a tutti un’attenta lettura di questo meraviglioso manga.

Io l'ho letto, e visto. Devo dire che mi ha appassionato la storia. la classica storia del bene contro il male, contornata da aspetti psicologici. Ammetto però che per me, il vero manga finisce con la morte di L, il seguito, fatto per l'ovvio finale dove il bene trionfa, risulta scontato nella sua imprevedibilità. Secondo me attira perchè per una volta, sembra che sia il male a trionfare, questo Shinigami ghiotto di mele che aiuta l'umano a fare "pulizia" e a generare un nuovo mondo, la psicologia di L e Light che è il vero motore del racconto. Bell articolo


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#1

Grazie mille per i complimenti! Non ho parlato molto della morte di L, ma effettivamente segna una brusca frenata alla narrazione...

#2
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