Thank God Is Wednesday is back! La rubrica dedicata alle pubblicazioni statunitensi più scostante del Bar Del Fumetto torna ad offrirvi una panoramica sulle testate più interessanti attualmente in pubblicazione!

Batman #50

By Scott Snyder & Greg Capullo, Yanick Paquette

(DC Comics)

L’epico Superheavy si conclude con il suo decimo capitolo, finale della run targata Scott Snyder cominciata con l’inizio del New52. La issue si presenta come il canto del cigno del rinnovato ruolo di Jim Gordon, preludio al ritorno di Bruce Wayne nei panni del Cavaliere Oscuro. I due Bat-Men, Duke Thomas e i suoi Robins cooperano per sventare definitivamente la minaccia di Mr Bloom, villain in grado di metter a soqquadro l’intera Gotham City.

Batman #50 è l’emblema dell’ideologia Snyderiana del Crociato Incappucciato: il sacrificio della propria identità personale, la volontà di individuare la maschera indossata come principale elemento della propria vita e la concezione di un Batman eterno, sono solo alcuni tra gli elementi chiave che coesistono in questa macroscopica issue. Ma, nonostante questo focus idealistico e trascendentale, il pipistrello targato Snyder&Capullo riesce comunque a risultare intensamente umano. Inutile soffermarsi sullo script della issue, perfetto sotto ogni punto di vista e dal ritmo incalzante, privo di punti morti ed incredibilmente coinvolgente.

Mozzafiato l’artwork di Greg Capullo: a spiccare è il redesign del costume Batmaniano, splendido nel suo minimalismo e nel suo ampliare la palette dal semplice grigio-nero. Funzionale e coerente con la narrazione è il cambio stilistico dell’epilogo, affidato al talentuoso Paquette, già ammirato nella precedente issue.

Il cerchio si chiude, stavolta definitivamente. Scott Snyder chiude la sua epopea nel migliore dei modi, dopo aver concentrato in quest’ultima saga tutto ciò che simboleggia nella sua concezione il Cavaliere Oscuro. Fortunatamente non rimarrà lontano dal personaggio e non possiamo che attendere spasmodicamente il suo prossimo lavoro, All-Star Batman.

 

Justice League Of America #8

By Bryan Hitch

(DC Comics)

Il Settimo ed ultimo Capitolo del blockbuster Power & Glory è, inaspettatamente, un trionfo. Dopo una serie di issue apparentemente sconnesse ed una partenza superficiale e poco incoraggiante, Hitch ritorna sui binari intrecciando ogni subplot da lui creato in questo numero, culmine della sua saga.

Impossibili da scindere, artwork e script coesistono come elementi cardine della narrazione Hitchiana. È evidente la forte ispirazione tratta da due autori che hanno reso grande la Justice League del passato, Grant Morrison e Mark Waid. Bryan Hitch trae dalle loro opere l’ampio respiro dello storytelling e riesce a dare, nonostante il forte connotato widescreen, ad ogni personaggio una voce unica ed inimitabile. I membri della JL brillano nella loro caratterizzazione, su tutti è fenomenale il lovoro attuato su Superman.

Il comparto grafico è incredibile: la battaglia tra l’Azzurrone e Rao è emblematica delle capacità di Hitch nel lavorare su scala ampissima. Un misto tra iperrealismo ed epicità.

Il futuro scrittore della serie Rebirth della Justice League chiude il suo primo story-arc nel migliore dei modi, spazzando via tutte le perplessità suscitate dai primi numeri della sua serie. Per la prima volta Bryan Hitch dimostra una penna più che capace e, se queste son le premesse, possiamo aspettarci una futura narrazione degna dell’ultimo Johns.

 

All New, All Different Avengers #7

By Mark Waid & Adam Kubert

(Marvel Comics)

L’evento Avengers Standoff sbarca timidamente sulle pagine della principale testata Vendicativa, Capitolo che mantiene comunque la sua natura da character-drama e che si rivela superiore in questo suo aspetto più che nel momento in cui in crossover prende piede.

Maestro delle interazioni tra personaggi, Mark Waid continua a corroborare lo splendido rapporto tra Sam Wilson e Jane Foster attraverso dialoghi intensi ed umani, rendendo il tutto incredibilmente coinvolgenti. Nonostante la brusca chiusura del subplot riguardante Visione, l’autore riprende le redini dell’androide attraverso l’introduzione di Ms Marvel nella sua emotività: il tutto culmina con un ennesimo dialogo di ottima qualità tra i due supereroi. Affrettata e troppo superficiale è invece la seconda metà della issue, momento in cui il maxi-evento prende posizione.

Debole l’artwork di Adam Kubert: dopo una serie di issue magistralmente disegnate da Mahmud Asrar, troviamo sulle pagine di All New, All Different Avengers #7 un comparto grafico privo di dettaglio, totalmente inespressivo e poco coerente con l’atmosfera impostata dall’autore.

Una issue riuscita a metà: una partenza superba e character-driven che, poco a poco, si perde nella deriva Standoff.

 

Daredevil #5

By Charles Soule & Ron Garney

(Marvel Comics)

Si chiude il primo Story-Arc della gestione Soule sul Diavolo Rosso. La “chiesa” del boss Tenfingers si scontra con La Mano, quest’ultima decisa riprendere il potere che le è stato inaspettatamente rubato. Nella battaglia sono ovviamente coinvolti Daredevil e Blindspot, impegnati su due differenti fronti.

L’autore ha riportato il personaggio alle atmosfere cupe tipiche delle run targate Bendis & Brubaker, senza però copiare pedissequamente ma rielaborando e portando una ventata di freschezza. Il ritmo della issue è serrato e caratterizzato da una serie di sequenze action nettamente superiori a quelle dei primissimi numeri. Lo script è intelligente senza risultare pretenzioso e i due protagonisti godono di una psiche delineata alla perfezione.

Il team artistio Garney&Milla si dimostra come uno dei migliori attualmente in circolazione nella Casa Delle Idee. Il character-design è superbo e lo stile volontariamente rozzo dell’artista coesiste con l’utilizzo di una palette decisa e puntata sui toni del nero e del rosso. Il tutto produce delle sequenze d’azione magistrali, questa volta corroborate da uno script che finalmente prende atto delle sue potenzialità.

Il nuovo corso di Daredevil ha cuore, è sanguigno e potente al punto giusto ed è evidente l’influenza che la Serie Tv Neflix ha giustamente avuto sull’impostazione del setting. Non vediamo l’ora di assistere al ritorno di Elektra.

 

All New, All Different Thank God Is Wednesday chiude qui questo suo brevissimo intervento. Ci rileggiamo alla prossima. Hasta La Vista!

mai visto un joker così ferale, mai visto arrivare alle estreme conseguenze come in questo caso, ed alla fine persino alfred, cui il burlone assicurava di aver sciolto gli occhi se non ricordo male, persino lui se la cava senza un graffio. io sinceramente avrei marchiato a fuoco il viso di ogni membro della bat famiglia, spingendo il joker alle estreme conseguenze... tanto la saga successiva year zero ha azzerato tutto, cosa che mi provoca non pochi malumori, comunque ho appena iniziato a leggerla


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#5

È, come tu stesso hai detto, um giudizio diffuso quello su Snyder ed i suoi finali. Molti li trovano inconcludenti e spesso una specie di salto nel vuoto che si ritrae proprio prima del suddetto salto. È necessario comprendere però che stiamo pur sempre parlando di una testata flagship per la DC Comics e spesso si è costretti a mantenersi sui binari per quanto riguarda atti estremi. Direi però che, con l'incedere della run, Snyder riesca a spingersi oltre -emblemi di questo sono Endgame e Superheavy- cosa che non ha fatto con le primissime saghe della sua run.


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#6

scusa per la lunghezza, ti chiedo solo un consiglio: della tutta nuova marvel ho deciso di seguire solo doc strange, forse iron man (ma solo perchè la testata è dedicata solo a lui) e forse - dipende dal formato la visione e mr marvel. Mi consigli di aggiungere Devil, i disegni per quel che ho visto sembrano proprio interessanti.


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#7

Per quanto riguarda il Joker: è tutto un crescendo, la sua storia non si ferma a Death Of The Family quindi attendo la tua lettura completa della run per um giudizio più unitario. Zero Year non è tanto un reset quanto una narrazione delle origini di Batman in salsa New52. Forse la parte di run più debole, parte bene ma scema poco a poco, risollevandosi soltanto nel finale.


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#8

Per la Marvel: Dr Strange è da seguire, Iron Man è imprescindibile perché trampolino di lancio per una serie importante come la futura Civil War 2 -sempre se si è interessati per il suddetto evento, ovviamente- e per Ms Marvel direi che è una delle testate dalla qualità costante da non perdere. Il Devil di Soule parte zoppiccando ma migliora nel giro di due-tre numeri. Artisticamente è magnifico e, se si sono apprezzate le atmosfere delle run Bendis/Brubaker, è da seguire. Un consiglio in più: Visione è un must-read.

Ps Sappi, Armando, che nel futuro prossimo pubblicherò qui sul Bar una guida completa all'universo Marvel post-Secret Wars con analisi e consigli sulle testate.


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#9
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