Torna, dopo un’altra settimana di ritardo, l’appuntamento con le recensioni provenienti dagli States. All New, All Different Thank God Is Wednesday vi mostrerà, come suo solito, una panoramica sulle pubblicazioni più interessanti del mercato Americano, comprendendo alcune fra quelle della scorsa settimana. Cominciamo!

 

Batman #44

By Scott Snyder, Brian Azzarello & Jock

(DC Comics)

Cambio di direzione per questa atipica issue di Batman: Brian Azzarello a dar man forte al veterano Snyder e l’amatissimo Jock a sostituire Greg Capullo. Il risultato è una stand-alone story con protagonista Bruce Wayne nei panni del Crociato Incappuciato, ambientata nel Post-Zero Year, il cui perno è il cadavere di Peter Duggio, giovane Afroamericano trovato deceduto per una caduta da un’altezza sconsiderata.

La miscela dei due differenti stili adottati dagli autori crea un perfetto equilibrio tra l’ampio respiro da blockbuster tipico del Batman Snyderiano e l’animo noir, crudo e distante dello scrittore italoamericano. Un flashback in cui vengono piantati, a posteriori, i semi dell’attuale storyline Superheavy, in cui però si respira quella particolare atmosfera a-là Detective Comics che ha tanto caratterizzato il periodo Pre-New 52.

Il ritorno al Setting Street-Level di questo capitolo è un piacevole modo per spezzare e ammorbidire il tono cinematografico che ha caratterizzato le ultime issue, merito anche dell’artwork spaccamascella di Jock. Gli scottanti temi sociali toccati dai due scrittori si sposano alla perfezione con le tavole crude, quasi espressioniste, dell’artista e la sua particolare costruzione del layout, interessante ed evocativa.

Batman #44 è uno spettacolare diversivo per gli appassionati ed un dono ai più rognosi nostalgici. Una issue in grado di accontentare qualsiasi amante del Cavaliere Oscuro, forgiata da un team creativo che sarebbe interessante rivedere nuovamente riunito in futuro.

 

Plutona #1

By Jeff Lemire & Emi Lenox

(Image Comics)

Una nuova serie per il genio di Jeff Lemire, variante sul genere supereroistico che introduce cinque adolescenti sullo sfondo di una città in cui gli eroi mascherati sono reali, difficili da scorgere ma costantemente sulla bocca di chiunque. Issue standard di presentazione: Lemire immette subito il lettore in un mondo in cui le interazioni fra i protagonisti durante il loro primo giorno di scuola coinvolgono sin dal primo istante, emotivamente autentiche.

Plutona #1 è chiaramente una issue introduttiva: lo storytelling decompresso eleva la sfaccettata caratterizzazione dei personaggi principali, sino a portare la storyline verso lidi facilmente intuibili sin dalla primissima pagina. La naturalezza dei dialoghi e la credibilità del character-designing artistico-narrativo è in grado di tamponare questa lecita e volontaria diluizione, rendendo la lettura costantemente gradevole.

La semplicità e lo stile Cartoonizzato di Emi Lenox fluidificano la narrazione e delineano alla perfezione ogni singolo personaggio, coadiuvata dalla solita ottima prova di Jordie Bellaire ai colori. Plutona #1 è un trampolino di lancio per una nuova ongoing dalle premesse interessanti e fortemente Character-Driven.

 

The Dying And The Dead #3

By Jonathan Hickman & Ryan Bodenheim

(Image Comics)

La travagliata miniserie del divino Hickman torna dopo ben cinque mesi di attesa portandoci notizie infauste: per The Dead And The Dying #4 dovremo aspettare il prossimo anno. Con questa terribile premessa è già possibile esaurire i punti negativi di questa intricata odissea tra passato, presente e futuro e affermare che il buon Jonathan Hickman ha colpito ancora. Abbandonati, per questa issue, i personaggi principali, la storyline si sposta nel 1944 ed ha come protagonisti Adolf Hitler, Benito Mussolini e il 124° Imperatore Giapponese, Hiroito.

TD&TD#3 è pura backstory in stile Hickman: fantastoria ai massimi livelli in una miscela di eventi risalenti alle radici dell’umanità sino al coinvolgimento di figure epocali, il tutto intrecciato con il mistico artefatto, fulcro della vicenda. Inutile sottolineare la maestria dell’autore nel fondere black-comedy, Cospirazionismo, epopea fantasy e gore allo stato puro senza cadere nel ridicolo. Narrazione perfetta.

L’artwork di Ryan Bodenheim propone un piacevole contrasto tra layout semplici e immagini in primo piano molto dettagliate, in grado di rappresentare ogni singola emozione sui volti dei protagonisti, caratterizzandone anche la più piccola delle espressioni facciali come un tratto unico e distintivo.

The Dying And The Dead sarebbe una serie perfetta se non fosse per i lunghissimi tempi di attesta che l’hanno piagata sin dal suo esordio. Per tutti coloro che sono in grado di aspettare il trade-paperback, essa sarà una manna dal cielo. Gli impazienti non hanno oramai più speranze, attendere sarà l’unica soluzione.

 

Phonogram: The Immaterial Girl #2

By Kieron Gillen & Jamie McKelvie

(Image Comics)

Sembrava impossibile ma Phonogram: The Immaterial Girl #2 supera la issue di debutto e si impone come capolavoro assoluto e, per il sottoscritto, miglior serie attualmente in circolazione.

La crescita palpabile della qualità già elevatissima del precedente capitolo è dimostrata dalla maggiore intensità dei dialoghi di Kieron Gillen, capace di una caratterizzazione della protagonista Emily/Claire che ben evidenzia la dicotomia delle due facce di una stessa medaglia. La storyline si muove lentamente, ma solo in questo modo è possibile apprezzare la straordinaria evoluzione del concetto “Music Is Magic”, reinventato per questa terza miniserie.

La parola d’ordine di questa issue è “Sperimentare”: le geniali sequenze in stile “Take On Me” degli A-Ha, il peculiare storytelling che le caratterizza ed i continui riferimenti a popolari Video Musicali, sono solo alcuni fra gli elementi che elevano il fenomenale operato del duo Gillen & McKelvie, entrambi impeccabili.

P:TIM#2 si chiude con un un’evocativa backstory silenziosa illustrata da Jamaica Dyer e chiamata The Ice Storm. La palette dell’artista, impostata su variazioni di Blu e Bianco, dona alla breve storia un tono poetico e delicato, esattamente come il brano dei The Go! Team a cui essa è ispirata.

Phonogram: The Immaterial Girl #2 compie passi da gigante e procede verso il gran finale, ricollega pezzi del puzzle appartenenti alle precedenti serie e si mantiene comunque accessibile per un pubblico inesperto. Una lettura appagante, profonda e costantemente piacevole. Evitare quest’opera sarebbe un vero e proprio crimine.

 

Action Comics #44

By Greg Pak & Aaron Kuder

(DC Comics)

In questo Quarto Capitolo della storyline Hard Truth, il depotenziato Superman affronta Wrath, uno dei Villain meno coinvolgenti e più vagamente caratterizzati degli ultimi tempi. Action Comics #44 è fonte di sentimenti contrastanti: ad una discreta gestione delle interazioni fra i personaggi si contrappongono una storyline banale, statica, incredibilmente noiosa e una generica superficialità nell’analisi del protagonista e dei suoi atteggiamenti.

Positiva la prova di Aaron Kuder, in grado di sperimentare sui layout di pagina per donare ad una issue così banale un tocco particolare, una costruzione di pagina spesso molto vicina al recente Chris Bachalo. Gli ottimi propositi dell’artista si perdono nel momenti in cui si affronta il character-designing dei personaggi, freddi e distaccati, e non aiutato da una sceneggiatura che di intenso ha davvero poco.

Rovinosa caduta di stile per una testata sino ad ora discreta, un numero piagato da una narrazione superficiale e da una blanda caratterizzazione dei fondamentali plot-devices. Non soddisfa e non raggiunge la sufficienza.

 

Meschino è il tempo che impedisce la scrittura di ulteriori recensioni. All New, All Different Thank God Is Wednesday termina qui. Alla prossima! Hasta la Vista!

Tu non mi puoi dire che Phonogram è il meglio in circolazione... ti odio...

#1

Purtroppo debbo dirlo, è perfetta.

#2
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